Dagli smart glass alle procedure chirurgiche, dai magic mirror ai cruscotti touchscreen fino ai visori hi-tech nell’Healthcare. È l’evoluzione della Realtà aumentata (Augmented Reality), una tecnologia immersiva che, sfruttando i display dei dispositivi mobile, dei wearable device, delle vetrine interattive, aggiunge e sovrappone, in tempo reale, contenuti a ciò che vediamo. Sono informazioni interattive, sia tridimensionali che bidimensionali. Riguardo quest’ultimo aspetto, infatti, con i visori tipo sniper vision (una lente monoculare come il modello Realwear HMT-1, ispirato all’ambito militare e aeronautico) le informazioni di supporto sono in un angolo del nostro campo visivo, ma “piatte”, come se fossero impresse su un display di 7’’ lì davanti ai nostri occhi.

Le tecnologie AR, quindi, arricchiscono la realtà e migliorano la percezione dei nostri sensi con l’integrazione di suoni, immagini, testi. Tanti i settori applicativi dell’Augmented Reality, che esordisce nell’ambito dell’entertainment con il gaming per diffondersi anche nell’infotainment.

Ma scopriamo cos’è, come funziona e dove viene utilizzata la Realtà aumentata.

Cosa è la Realtà aumentata definizione

Possiamo definire la Realtà aumentata (in gergo AR) come l’arricchimento della nostra percezione sensoriale attraverso la sovrapposizione di informazioni (immagini, suoni, testi, filmati), in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che, altrimenti, non sarebbero percepite dai nostri cinque sensi.
Uno dei principi dell’Augmented reality è, infatti, quello dell’Overlay. Prendiamo, ad esempio, lo smartphone o il tablet – associati a un sistema di gestione dedicato – e inquadriamo un oggetto qualunque. Che succede? La fotocamera decodifica l’oggetto, il sistema lo riconosce e mostra in tempo reale nuove informazioni. Dati riguardanti ciò che abbiamo inquadrato, quindi, si sovrappongono a quelli reali, attivando un livello di comunicazione superiore.
Diventiamo, così, più interattivi. Con l’uso di dispositivi ad alta tecnologia, la Realtà aumentata crea l’integrazione tra ambiente circostante e mondo digitale, potenziando l’esperienza sensoriale percepita. I dati digitali trasmessi dai device più comuni a quelli più sofisticati, quindi, arricchiscono il modo in cui percepiamo la realtà.

Tecnologia AR come nasce e si evolve

A coniare il termine Augmented Realty fu, negli anni Novanta, Thomas Caudell, ricercatore della Boeing Company, azienda internazionale aerospaziale. Tanto che le prime applicazioni di Realtà aumentata sono gli Head-up-Display (HUD), ossia dei visori a sovraimpressione per mostrare ai piloti di aerei militari dati più precisi sull’ambiente circostante (ad esempio la quota, la velocità e la distanza da altri velivoli), senza distogliere lo sguardo dalla guida. Ed è proprio a questo inizio di Realtà aumentata che si è ispirato HeadApp: non è un caso l’assonanza tra Head-Up-Display e il nome della nostra azienda.
È nel 2009, però, che questa tecnologia esce dagli ambiti specifici e comincia a essere conosciuta con il software Layar. Un programma integrato ai dispositivi mobile con Gps che dava la possibilità di inquadrare, mediante la fotocamera, un edificio o un monumento e ottenere dati sul nome e, ad esempio, la storia, come anche informazioni su ristoranti, bar, cinema, negozi vicini.
Tuttavia, la Realtà aumentata si diffonde tra il grande pubblico nel 2016 con il gioco Pokémon Go: da questo contesto di entertainment si evolve anche verso l’infotainment.

Occhialini tecnologici, l’Augmented reality cambia il modo di vedere

Google ben presto comprende le potenzialità della Realtà aumentata e, nel 2014, lancia sul mercato i suoi occhialini tecnologici che forniscono tanti contenuti a chi li indossa. Usando la voce o il touchpad integrato, l’utente può fare ricerche su Google, trovare le notizie sul Web, controllare i social, tradurre delle frasi in lingua straniera con Google Translate o vedere il percorso con Google Maps. Chi indossa gli occhialini può anche telefonare, leggere e inviare Sms – i Google glass sono collegati allo smartphone – scattare foto o registrare dei video da condividere.
I Google glass spianano gli orizzonti per tanti altri wearable device che sfruttano la realtà aumentata. Negli anni, altre aziende hanno progettato occhialini tecnologici, come Microsoft con le HoloLens e Sony con gli SmartEyeGlass.

L’AR consente l’accesso ai dati in modo immediato. Pertanto si sta rivelando utile nell’ambito industriale e in altri settori, come:

  • Sanità, Formazione, Sicurezza pubblica
  • Automotive, Turismo, Marketing
  • Safety management, Editoria, Moda.

Realtà aumentata come funziona, dall’entertainment all’infotainment

La Realtà aumentata è un approccio di visual content management 2.0 che, con l’auto di device mobili e wearable, permette alle imprese di abbattere i costi e aumentare la produttività. Tra i vantaggi, poi, la riduzione delle inefficienze grazie a informazioni più precise e immediate; la semplificazione delle operazioni con la riduzione degli infortuni.

Tra i dispositivi usati dalla Realtà aumentata:

  • Smart glasses
  • Visori, lenti a contatto e caschi intelligenti
  • Smartphone, tablet, navigatori
  • Specchi smart.

Ma l’utente dell’Augmented reality non è un automa che esegue dei comandi poiché interagisce con questi device per migliorare la sua visione reale.
Dalle sue prime applicazioni nel gaming e nell’entertainment, l’AR ha ben presto trovato con l’infotainment la sua concreta vocazione negli ambienti aziendali e sui procedimenti produttivi, riducendone i costi. Che dire poi del miglioramento delle perfomance? Un bel salto in avanti per questa tecnologia che sembrava fantascienza e, invece, ha spianato la strada all’industria 4.0.

I vantaggi dell’AR nel settore industriale

L’ambito industriale sta accogliendo i vantaggi della Realtà aumentata. Dalla formazione alla manutenzione e al supporto, dal controllo della qualità alla logistica, i display dei dispositivi mobile e dei wearable device migliorano la dinamica dei processi. Pensiamo, ad esempio, ai manuali di istruzioni: con il supporto delle informazioni in tempo reale, sullo schermo compare sia la parte esterna che quella interna di ogni componente, come il funzionamento dei sistemi e degli ingranaggi con cui interagire.
Ciò, quindi, può avere delle ripercussioni positive sulle catene di montaggio e sulle produzioni, più efficienti. Come anche sulla formazione dei dipendenti: infatti, le applicazioni di AR possono proiettare visivamente il corretto modo di assemblare il prodotto e di riparare i guasti.
Stesso discorso vale per la manutenzione: la Realtà aumentata può, infatti, aiutare i manutentori nell’individuare i problemi sui macchinari/attrezzature. Così, si possono ridurre i tempi di interventi, risparmiando sui costi, come anche i rischi di infortuni.

Realtà aumentata esempi e precursori

Nell’era dell’acquisto on line si sta diffondendo sempre più la customer experience. Per il cliente, infatti, riveste un ruolo importante poter indossare un capo, come se fosse in camerino, o vedere il funzionamento di un prodotto. La Realtà aumentata consente di vivere un’esperienza interattiva che, puntando anche sull’immaginazione, riesce spesso a soddisfare il bisogno di acquisto del cliente.
Ma se adesso l’AR è diffusa tra i brand del retail lo si deve anche a i suoi precursori, come Ikea, Tesco, Lego che, nel frattempo, hanno migliorato la tecnologia a disposizione del cliente.

Ikea place è l’applicazione di Realtà aumentata che la multinazionale del mobile svedese mette a disposizione dei suoi clienti per facilitare lo shopping on line e in negozio. Come? Usando la fotocamera, si possono vedere i prodotti del catalogo in 3D. Basta scansionare il pavimento sgombro da tutto, scegliere un mobile, spostarlo, ruotarlo nella dimensione voluta, e posizionarlo. Con pochi passaggi, poi, si può comprare l’articolo e condividerlo sui social.

Come abbiamo visto, la Realtà aumentata può essere preziosa alleata per tanti aspetti del processo aziendale, come ad esempio la formazione, l’assistenza, la manutenzione, la qualità dei prodotti e dei processi. Sta, inoltre, acquisendo sempre più spazio nel settore medico-sanitario, come supporto negli interventi chirurgici e nella diagnosi.
Per questi e altri settori, HeadApp ha realizzato Eye4task, software di Realtà aumentata per la collaborazione a distanza, con un forte impatto sulla produttività. Infatti, velocizza l’apprendimento dei tecnici sul campo; elimina i costi di trasferta degli esperti; diminuisce la durata degli interventi e il rischio di errori.
Con Eye4Care, Headapp mette la Realtà aumentata al servizio della medicina. Si tratta, infatti, di un servizio di supporto del personale sanitario, a diretto contatto con i pazienti, che fornisce supervisione; formazione a distanza e distribuzione real-time delle nuove procedure; pre-triage e raccolta parametri vitali.

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