Archiviare, trasmettere e condividere risorse scalabili attraverso la rete, senza il timore di perdere i dati. È una parte dei vantaggi del Cloud, o meglio del Cloud computing (nuvola informatica), un insieme di servizi offerti da server distribuiti nel mondo. Rispetto al passato, si può accedere ai file sempre, da qualsiasi device e da ogni luogo, basta che ci sia la connessione a Internet. La “nuvola” mette, così, a disposizione degli utenti uno spazio virtualmente infinito. Ciò è possibile grazie alla condivisione delle risorse dalla distribuzione di rete che usa infrastrutture, servizi, piattaforme e app.

In questo articolo HeadApp scopriamo cos’è il Cloud e quale scegliere.

Che cosa sono i Cloud e come funzionano

Superare i limiti fisici e trovare delle soluzioni che abbattono i confini per avere accesso, in qualsiasi momento, ai dati. È la grande sfida dell’evoluzione tecnologica che con il Cloud (nuvola) s’appresta a sancire altre tappe importanti nell’offerta di servizi e di applicazioni per gli utenti.

Per Cloud s’intende un servizio fornito da un insieme di server sparsi nel mondo. A differenza del passato, quindi, i dati sono accessibili sempre, ovunque ci troviamo e da qualsiasi device connesso a Internet.
Tra le caratteristiche del Cloud: la navigabilità semplice; alta raggiungibilità; l’usabilità; la sicurezza.
Avere a disposizione in ogni momento hardware e software tramite Internet è la grande possibilità fornita dal Cloud computing. Le app sono installate in server potenti, ospitati da data centers. Queste applicazioni sfruttano di fatto la potenza dei server e delle loro reti, consentendo così di avere l’accesso, gratis o a basso costo, ai programmi e ai servizi.

Caratteristiche dei servizi della “nuvola”

Grazie alla “nuvola” si possono archiviare, elaborare, condividere e trasmettere documenti attraverso una rete. Ma come funzionano i servizi di Cloud?
Vediamoli insieme:

  • Il fornitore del servizio di hosting su Cloud compra, gestisce e mantiene gli hardware e i software dentro un data center che ha già acquistato o preso in affitto.
  • Con la connessione a Internet c’è l’interazione del servizio gestito in modo autonomo dall’utente. Quest’ultimo può decidere come utilizzarlo durante il giorno, sia in termini di livello che di interazione con il fornitore.
  • Ciò che si usa, si paga. I costi, infatti, variano dalla quantità di servizio utilizzato. Inoltre, in linea di massima se non c’è più bisogno del servizio, si può sospendere l’abbonamento.

Con il Cloud, gli aggiornamenti sono automatici con facile scalabilità. Non c’è il rischio di perdere i dati: questi, infatti, vengono sia duplicati in diversi data centers che, in caso di eventuali malfunzionamenti e guasti tecnici, recuperati dall’hosting.

Cos’è il Cloud storage e quali i vantaggi

Di solito, quando pensiamo al Cloud la mente è solleticata dalla possibilità di avere uno spazio dati potenzialmente infinito a cui accedere ovunque. Ciò permette, quindi, di conservare documenti aggiornati senza il timore di perderli e lavorarci in qualsiasi momento, in tranquillità. Tra i servizi più usati spicca, sicuramente, il Cloud storage che riguarda, appunto, l’archiviazione e la memorizzazione dei dati.

Un bel salto in avanti rispetto a quando c’era la paura di veder scomparire, in un attimo, foto, video, e documenti importanti. Facendo i salti mortali per poi recuperarli. Senza avere, tuttavia, la certezza di riuscire nell’impresa.

Timore che svanisce con lo Storage. Con questo servizio, infatti, è garantito il backup del proprio sistema operativo o di più device. Così, si salvano e si conservano i file nell’etere, tanto da poterci lavorare anche se si dovesse rompere il pc o si presentassero altri problemi. In più, le risorse possono anche essere archiviate o protette digitalmente.

Cloud pubblico, privato, ibrido, multicloud: differenze

I Cloud si suddividono in:

  • Pubblico: quando gli ambienti IT creati con risorse sono condivise con più utenti e ridistribuite ad altri tenant.
  • Privato: è per un singolo utente finale o gruppo. Pertanto, se l’infrastruttura IT sottostante è dedicata a un solo cliente e con un accesso isolato, si parla di Cloud privato.
  • Ibridi: quando in un sistema IT le app possono muoversi tra più ambienti, separati ma connessi tra loro. Tutti, però, devono essere gestiti come si trovassero in un singolo ambiente, usando una piattaforma integrata di gestione.
  • Multicloud: è costituito da più di un servizio cloud e da fornitore di “nuvola” sia pubblica, privata che ibrida. Si trasformano in ibridi quando cloud differenti sono messi in connessione grazie a un sistema di integrazione.

Ad accomunare queste tipologie di Cloud sono, ad esempio, la scalabilità delle risorse dell’ambiente di elaborazione; la predisposizione in pool e la successiva condivisione in rete. Ogni Cloud, inoltre, è formato da un sistema operativo, una piattaforma di gestione e un’interfaccia di programmazione delle applicazioni.

Usabilità, navigabilità, sicurezza: la valutazione del Cloud

I servizi del Cloud spaziano tra quelli gratis e a pagamento. In genere, ciò dipende per esempio dai servizi offerti e dallo spazio di archiviazione dati di cui si ha bisogno. Ma il fattore “costo” è strettamente correlato alle varie esigenze e alle disponibilità dell’utente e dell’azienda. E, soprattutto, all’uso che si fa del Cloud.

Non si tratta solo di archiviare documenti: c’è, infatti, bisogno che questi dati siano mantenuti al sicuro e che in caso di necessità ci sia il supporto. A ciò si affianca poi l’usabilità. In particolare, per le imprese sono molto importanti le funzioni offerte dalla piattaforma Cloud in grado di facilitare e assicurare la cooperazione dei professionisti in team.
Quindi, possiamo dire che i fattori della scelta dipendono dagli utenti/aziende. Questi decideranno in base alle caratteristiche del servizio, considerando i carichi di lavoro e i relativi volumi.

Tra le piattaforme Cloud più usate ci sono:

  • Google Cloud
  • Amazon Web Services (AWS)
  • Microsoft Azure
  • BT
  • Salesforce
  • IBM Cloud

Quali Cloud scegliere

Ci vogliamo soffermare su Google Cloud, Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure: piattaforme scalabili e affidabili in sicurezza e usabilità nel Cloud.

Google Cloud è la piattaforma a cui ci si può registrare pagando. Comprende una suite di servizi, eseguita sulla stessa infrastruttura che Google usa per i suoi prodotti per gli utenti finali. Tra questi gli strumenti di gestione e di storage, come la ricerca sul motore, la mail, l’archiviazione di file. Mette inoltre a disposizione dei servizi cloud modulari, quali elaborazione, archiviazione e analisi dei dati, l’apprendimento automatico.

Anche per Amazon Web Services è necessario registrare un account. Comprende suite di servizi per utenti finali. Quali, ad esempio, l’elaborazione dati, lo storage, il database, l’analisi, strumenti di gestione, sicurezza e applicazioni aziendali. Tra le funzionalità, AWS offre una vasta gamma di database costruiti su misura per qualsiasi tipo di app.

L’account Microsoft Azure gratuito include l’accesso ad alcuni prodotti di Azure per un anno (necessaria la registrazione). I servizi comprendono, tra gli altri, l’apprendimento automatico di sicurezza e la gestione delle identità, come il monitoraggio e i servizi per lo sviluppo di app.

HeadApp ha maturato competenze su queste 3 piattaforme di Cloud e i loro servizi. Tanto che l’app di Eye4Task è disponibile per Google Cloud, Amazon AWS e Azure.

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